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IL DIGITALE IN ASIA E PACIFICO: NUOVE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS?

Il digitale e la domanda di connessione cresce in tutto il mondo, i dispositivi mobile (soprattutto smartphone) si diffondono nelle zone più remote, oltre un terzo della popolazione del mondo utilizza i social media ogni mese in risposta al forte bisogno di relazione: ma quali sono i mercati più promettenti in uno scenario in continua evoluzione?

È possibile individuare nuove opportunità di business in zone che ancora stanno scoprendo il digital come quella asiatica e del Pacifico?

Le ultime analisi sulla connettività e sulla diffusione dei social media in queste regioni confermano dati interessanti sia per quanto riguarda l’aumento degli utenti connessi a internet, grazie a una migliore connettività e alla circolazione di smartphone a prezzi più accessibili, sia per quel che concerne la diffusione dei social media e in particolare dei social media da mobile.

Su quali social gli utenti asiatici trascorrono maggiormente il loro tempo?

Se nel resto del mondo Facebook è il social più utilizzato, in Asia e Pacifico sono altre piattaforme a prevalere, ossia i mobile messenger.

Line è il servizio di messaggistica più diffuso in Giappone, Taiwan e Thailandia, invece la Cina è il (quasi) esclusivo territorio di WeChat. BBM mantiene la sua popolarità
in Indonesia, Viber continua a essere una delle più popolari piattaforme nelle Filippine, Zócalo è sempre più popolare in Vietnam e WhatsApp prevale in India.

È evidente che, agli occhi di un’azienda, queste zone diventano appetibili per la possibilità di allargare il proprio mercato e target, differenziare la propria offerta
o plasmarla sulla base di nuovi canali solitamente non utilizzati.

WeChat e Line si sono imposti in Asia fornendo, attraverso le loro piattaforme, diversi servizi agli utenti oltre a quelli di messaggistica (WeChat, per esempio,
permette di associare la carta di credito al proprio profilo per effettuare acquisti, come una sorta di PayPal), inoltre, rispetto a WhatsApp che non lo permette,
consentono l’inserimento di comunicazioni di tipo pubblicitario. Facebook messenger ancora non è penetrato in maniera altrettanto significativa in queste zone
ma i margini di sviluppo sono senz’altro ampi.

La possibilità di “agganciare” nuovi consumatori in queste regioni c’è ed è tangibile, i dati raccolti finora da inizio anno lo dimostrano e prospettano che la connettività
e la penetrazione dei social in Asia e Pacifico avranno una crescita costante.
La sfida per i brand sta quindi nel riconoscere innanzitutto quali sono i mezzi adeguati per raggiungere gli utenti attivi in Asia e Pacifico verso i quali indirizzare la propria strategia, individuare le specifiche e le differenze regionali e conoscere le dinamiche del social dominante per capire quali funzionalità sviluppare e quindi quali opportunità di business cogliere.

(Fonte: https://www.linkedin.com/pulse/digital-apac-2016-simon-kemp)

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