Food & Social

L’APPETITO VIEN POSTANDO. FOOD&SOCIAL, LA RICETTA PERFETTA

Ops, ho assaggiato prima di scattare! Un vero problema al giorno d’oggi.

Il cibo è ormai sulla bocca di tutti (in tutti i sensi!) e sugli smartphone di tutti. La sua natura conviviale è nota: se ne parla in tv, su ogni social network, nelle riviste, anche mentre si sta mangiando. Il cibo è nutrimento, è socializzazione ma oggi è soprattutto condivisione perché è oggetto delle nostre fotografie e dei nostri post.

 

CIBO: IL PROTAGONISTA DELLA NOSTRA VITA

 

Il fenomeno ha contagiato un po’ tutti: prima registriamo la nostra posizione su Facebook per far sapere ai nostri contatti in quale nuovo ed esclusivo locale ci troviamo, poi postiamo la foto della prima portata e magari, non contenti, postiamo anche la seconda, senza dimenticare il dolce! E che dire della foto del piatto che abbiamo appena scenograficamente impiattato dopo tante fatiche in cucina, per la cena con gli amici del sabato sera? Sono tutti passaggi obbligati ormai per moltissime persone, ammettiamolo.

La nuova attenzione dedicata al food si è diffusa in maniera capillare arrivando a interessare ogni media. Sono prolificate le trasmissioni tv dedicate al cibo: dalle semplici rubriche dei tg (Cotto e mangiato, Gusto, Eat Parade ecc) fino ai reality (MasterChef, Cucine da incubo, Top Chef). Si sono delineate nuove professioni: dal foodblogger o food traveller (Chiara Maci, Simonetta Cherubini, Ilaria Mazzarotta, rimanendo in Italia) agli influencer. Sono aumentati i blog, le riviste, si sono specializzate alcune attività come il menu design e i corsi di fotografia sul cibo dove viene insegnato come creare il set giusto, quali sono gli strumenti necessari, gli sfondi adeguati, la luce ecc. Il cibo è d’ispirazione per le collezioni dei più grandi stilisti e determina la nascita di nuovi mercati come quello del food delivery (JustEat, Foodora, UberEats ), ed è protagonista di nuove applicazioni e social network come Fuudly o Gnammo.

 

CIBO E BRAND

 

Come possono quindi i Brand che producono o commercializzano prodotti alimentari o tutti coloro che possiedono e gestiscono un’attività di ristorazione sfruttare gli strumenti digitali per migliorare il proprio business? Gli obiettivi principali di un Brand sono innanzitutto la visibilità e creare un contatto con il proprio pubblico che possa portare a raggiungere nuovi clienti o fidelizzare quelli già acquisiti.

Una strategia di digital food marketing prevede diverse fasi fondamentali:

  • individuare i punti di forza e distintivi del prodotto e dell’azienda
  • individuare il proprio target
  • osservare il comportamento dei competitors
  • comprendere le funzionalità e peculiarità degli strumenti e delle piattaforme utilizzabili
  • studiare le tendenze del settore.

 

CIBO E SOCIAL NETWORK

 

Il cibo ha quindi necessariamente un lato social, o meglio si può affermare che i social network abbiano modificato il nostro modo di concepire l’atto del mangiare e del cucinare determinando non una semplice moda ma un vero e proprio nuovo stile di vita. Come sfruttare i social network per la propria attività?

Quando si parla di cibo la strategia efficace è quella di puntare sul visual marketing, ossia far leva su tutti quegli aspetti visuali che consentono di coinvolgere gli utenti utilizzando in maniera combinata e calibrata gli strumenti a disposizione: immagini, video e parole.

L’immagine ha un valore predominante in una strategia di digital food marketing. Essa ha un potere unico di attivatore dell’attenzione. Un post con un’immagine genera il 180% di engagement in più di un qualsiasi altro post. Instagram, Pinterest e Facebook, che prediligono il racconto visuale, sono ottimi strumenti per dare visibilità ai prodotti e alla propria attività generando un forte impatto sui consumatori. Instagram, in particolare, con i numerosi hashtag, #foodie, #foodporn, #foodgasm,  #instafood…, vanta quotidianamente milioni di post dedicati al cibo pubblicati da esperti del settore e a livello amatoriale.

I video sono il secondo strumento più performante. Molto brevi, da gif o brevi filmati su Facebook e Instagram, a video più lunghi su YouTube con focus sul prodotto o sulla sua preparazione e quindi video tutorial. Le ricette sono uno degli espedienti più utilizzati poiché non solo consentono di pubblicizzare un prodotto ma forniscono anche al consumatore dei consigli per il suo utilizzo e per gli abbinamenti che può operare in cucina. Basti pensare a Giallo Zafferano o ai video di Tasty. Più di 84 milioni di fan su Facebook, amato dai foodlover e dai principianti, il successo di Tasty deriva dal modo in cui sono presentate le ricette che lo contraddistingue: mini video fatti con un montaggio rapido con visuale dall’alto su un piano d’appoggio “pulito” dove protagonisti sono solo gli ingredienti e la mano di un’invisibile chef che ci mostra le fasi di preparazione del piatto, per un risultato efficace e accattivante.

Tasty

I video sono interessanti anche quando mostrano i retroscena del lavoro di uno chef o di un ristorante. In questo caso si può parlare di storytelling, ossia raccontare la storia della propria azienda, dei processi di produzione e lavorazione, i dietro le quinte di un locale o di un ristorante, mostrare i volti di chi lavora in cucina ecc. Lo scopo è condividere una storia con il cliente, avvicinare l’azienda al suo pubblico ed entrare nelle esperienze dei consumatori.

All’immagine si aggiungono le parole: si deve sempre informare senza annoiare con le parole e il tono giusto per veicolare anche informazioni importanti legate alla qualità, alla provenienza, alla tradizione e alla sostenibilità dei prodotti proposti.

Quali altre strategie possono utilizzare i Brand?

  • fare realmarketing e Ceres ne è un esempio calzante
  • dar forma a partnership e collaborazioni con testimonial e chef di particolare rilievo come il caso di Barilla e dello chef stellato Davide Oldani che ha ideato otto ricette a base di pasta Barilla ispirate ad alcuni sport olimpici
  • presentare e far conoscere i cuochi e gli chef ritraendoli in cucina, proporre brevi loro interviste, scattare foto ai menu più particolari
  • organizzare contest come quelli di Mulino Bianco #nelmulinochevorrei o #laprimacosabella
  • stimolare il pubblico a interagire sui social network con condivisioni di foto e tweet per stimolare le discussioni introno ai propri prodotti. Molti ristoranti vietano ai clienti di scattare foto ai piatti prima di mangiarli sottovalutando così l’impatto che hanno questo tipo di condivisioni e perdendo, in questo modo, una visibilità e un passaparola positivo e produttivo. E il passaparola, nel mondo della gastronomia, è fondamentale se solo lo pensiamo nella forma di recensione (Tripadvisor tra tutti)
  • sfruttare i chatbot come ha fatto Paneangeli attraverso Messenger proponendo all’utente consigli e ricette del giorno con la possibilità di scaricarle e condividerle sul proprio profilo.
Paneangeli

Le strategie sono molte, la difficoltà risiede nel capire quale è più adatta al proprio Brand e al proprio business, individuare gli obiettivi e quindi gli strumenti per raggiungerli senza trascurare una buona dose di creatività per essere originali e distinguersi dai competitors agli occhi del proprio pubblico. L’ostacolo per molti Brand che operano nel settore food, purtroppo, è ancora quello di capire l’importanza e i vantaggi di adottare una strategia di digital food marketing per competere nel mercato attuale.

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